Femminilità o gattamortismo?

Fin da quando ero soltanto una ragazza, mi sono sempre scontrata con questo binomio decisivo rispetto al comportamento umano delle donne. E' sempre stato un argomento che mi ha fatto andare, come si suol dire a 'muso duro'. A volte le donne sono le peggiori nemiche delle donne ed in questo caso per me è stato così, anche se in tutta franchezza vi è inimicizia solo tra donne che non partono dagli stessi presupposti di serietà. Non ho mai apprezzato, nè tanto meno sopportato, quanto al contrario mal tollerato la superficialità femminile fatta di pura esteriorità, di 'stupidera', di abuso delle proprie arti femminili per degli scopi non sempre puliti, e a bene dire spesso forvianti. Ragazze e donne, infatti di questa 'categoria' se così le possiamo chiamare le ho sempre definite gatte morte. Ed anche se pare che il fenomeno del gattamortismo appaia molto evidente, non sempre è così, giacché l'Universo maschile è testimone di 'inchiappettate' prese da gattine sorridenti ma prive di sostanza o di apparenti professioniste in realtà menzognere arriviste. Dico che l'Universo maschile è testimone, perché in effetti fronte questo fenomeno non ho ancora ben capito se prima dei 50 anni abbia gli strumenti per riconoscerlo oppure se la maturità umana del sesso maschile giunga dal pianeta Marte sulla soglia dei 50, oppure ancora se il profumo di una tetta intravista o di uno sguardo falsamente ammiccante faccia venire le travegole a tal punto.
Riguardo a noi donne, devo dire che non 'ci risparmio'. E allora viene da domandarsi se abbiamo capito cosa sia la femminilità. Di quale sostanza sia composta, quali siano i suoi ingredienti e soprattutto come tutti questi ingredienti debbano essere dosati per farne uscire una donna seria e profonda, ma nel contempo fresca e gioiosa, seducente senza mai diventare volgare e sensibile al punto giusto per piacere a se stessa, al proprio genere e fare breccia nel cuore di un uomo maturo. Il titolo di questo blog tratto da uno scritto di Leonardo Sciascia riporta in fondo qui le sue radici (donne, donne, uomini uomini, e non ominicchi, mezz'uomini e quaquaraquà).
Al fatto cioè che troppo spesso, guardandomi in giro, faccio veramente fatica a trovare uomini e donne di spessore, dove per spessore intendo persone che anche nella semplicità del quotidiano riescono a portare e nutrire grandi ideali, e che in qualche caso i grandi ideali pure li vivono facendo così della normalità quotidiana una certa straordinarietà. In poche parole, tutto qui. Se di donne dobbiamo parlare, cominciamo a distinguere le donne dalle gatte morte. Altrimenti è una offesa per la mia categoria. Un pò come, presumo, per fare un paragone estraneo al tema ma credo azzeccato, un extra-comunitario onesto si incazzerebbe non poco a essere messo sullo stesso piano di un suo connazionale ladro, omicida o sociopatico. Eppure ci sono. Ci sono delle specie rare di donne di spessore, mamme normali, donne normali, a volte anche un pò guerriere e animate da spirito patriottico o di amore per ideali veri e non ipocriti dogmi sbianchettati di cattolicesimo apparente. Cosa fa la differenza tra una donna e una gattamorta? La sostanza. La gattamorta anche con tutti gli aiuti e gli apprezzamenti del mondo resta sempre una gatta morta. Non conquista con quote intelligenza la stima e il suo posto, ma con mezzucci e comportamenti fatti di una complicità finta e manipolativa. Il mondo del lavoro ne è pieno. E' pieno di donne che arrivano così grazie a mezzuomini ed ominicchi che lo permettono in cambio di qualche servizietto alla Monica Lewinsky. Le donne di sostanza invece anche in mezzo al casino più totale, e al disastro ambientale sanno tirare fuori la loro forza. Però attenzione, la donna autentica ha generalmente una vita dura. Il cervello pesa e talvolta da anche fastidio. Meglio per qualche uomo avere la velina che si mette sotto il braccio e che accarezza il suo ego ogni giorno, che un essere di sesso femminile pensante che gli può instillare talvolta anche qualche messaggio di coerenza. Trovo che dobbiamo rispondere all'attacco delle gatte morte specie sempre esistita ma forse mai veramente 'combattuta' con un esercito di donne intelligenti, femminili, profonde e profondamente vere che portano con sè un nuovo ideale di femminilità. Ogni epoca della storia ha portato con sè grandi cambiamenti, cambiamenti che prima che riguardare la tecnologia, l'industria e l'economia, hanno riguardato prima l'uomo, il suo modo di pensare, la sua evoluzione.
Beh, forse sarebbe ora che come genere umano iniziassimo ad evolverci e non assecondassimo tutte quelle spinte tremendamente involutive che ogni giorno riceviamo dai media e dalla televisione, ma anche da esempi di vita femminile che hanno ben poco per essere prese come icone e modelli di riferimento. E mi viene da dire, anche ai signori uomini, agli uomini intendo, non agli ominicchi e ai quaquaraqua, di che tipo di donne vogliono contornarsi nella vita personale e nel lavoro? Quale tipo di femminilità stanno cercando? Perché di sicuro lo spartiacque, se aprite gli occhi è più che evidente.