Rivoluzionari reali non da tastiera
- 12 dic 2017
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A tutti piace fare la rivoluzione in teoria e in grande. Dare addosso ai politici, chiamarli cialtroni e organizzare 'sommosse psichedeliche facebookiane'. Del resto così, forse qualcuno si sente importante e il social diviene il suo palcoscenico. Ma mettere la propria faccia dove tutti ti conoscono, sul proprio territorio, andare a rompere le scatole dal vivo e non dal divano, risultare anche antipatico al potere e a chi lo rappresenta, richiede una disobbedienza un pò più convinta. Richiede la convinzione che la propria partecipazione sia importante, benché umile e piccola rispetto alla grandezza dell'universo e dei problemi da risolvere, e che tale partecipazione sia comunque un piccolo peso per inclinare il piano insieme ad altri piccoli pesi congiunti. Zuck ha inventato facebook. Beppe Grillo la rete come strumento partecipativo dal punto di vista politico, legislativo e istituzionale. Ha accorciato lo spazio che divide chi decide da chi paga gli stipendi di chi decide ( cioè noi), facendoci capire che essendo loro al servizio nostro ( cioè del popolo) e non noi al loro, abbiamo un ruolo tutt'altro che teorico e marginale nella democrazia italiana. In poche parole, molto spesso pare che, nel creare buone leggi o nel garantire ottimi servizi ci facciano anche un favore, come se tutto fosse in mano loro e noi non avessimo voce in capitolo né competenza per dire come devono essere fatte le cose. Poi però ci si preoccupata di quattro omuncoli fascistelli di Provincia come se fossero il male assoluto e la rappresentazione di un fascismo che sta per arrivare, trascurando l'idea che esistono dittature nascoste molto più pericolose di quelle evidenti. Credo sia il caso di cominciare a fargli capire e a chiare lettere che le cose non funzionano proprio secondo il loro modo di pensare. Siamo cittadini non sudditi. Meno che meno sudditi di una politica, di una magistratura, di una casta di potere diffusa marcia fino al midollo e che non ha nulla da insegnare ai cittadini perbene che sempre più spesso hanno un animo meno corrotto del loro. A questo aggiungo che nelle istituzioni così come nei luoghi di potere non esiste la competenza, esiste la mediocrazia. Cioè l'arte del non dare fastidio a nessuno che ben presto si tramuta in mafia. La mafia del 'non dire se no..'. La mafia del ' non ti ribellare se no...'. Possiamo avere tutti i mezzi tecnologici che vogliamo, ma sarà sempre l'uso che l'uomo ne fa a renderlo utile ed efficace oppure luogo di cazzeggio e delirio egoico futile. Possiamo denigrare i politici con tutti gli insulti possibili, ma a questo loro sono abituati. Proviamo invece a minare le loro poltrone sul territorio, proviamo a trasformare una massa informe di dissenso in volti ben precisi di attacco al potere dove questo è corrotto e vedrete che non è così semplice ucciderci tutti, né tantomeno fare finta che il popolo non esiste.




























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